Beni Artistici

Voluto sin dal 1424, sull’onda emotiva della predicazione di Bernardino degli Albizzeschi poi divenuto San Bernardino da Siena, il Convento di San Girolamo di Volterra nasce come insediamento francescano virtuoso, oltre che per le proprie attività, anche per gli alti profili artistici presenti.
I frati francescani scelsero il Borgo di San Lazzaro e non il centro cittadino volterrano probabilmente per rimarcare la loro lontananza dai fasti cittadini ma al contempo non essere troppo lontani dai fedeli, e quindi riuscire a portare il verbo del Signore partendo dal basso come insegnava San Francesco.

I lavori di edificazione, dal 1445 al 1465, furono seguiti con estrema attenzione e partecipazione da tutta la popolazione volterrana oltreché dai Priori della Città i quali si spesero pubblicamente concedendo ai frati la proprietà del luogo in cui costruire il nuovo Convento. La costruzione fu voluta fortemente anche da Cosimo de’ Medici tanto che considerò il Convento di San Girolamo, data la sua forte osservanza, un regalo all’Ordine ed alla città di Volterra. Quest’ultimo finanziò per gran parte la costruzione ed inoltre commissionò la progettazione della Chiesa di San Girolamo all’architetto ufficiale di casa Medici, Michelozzo di Bartolomeo, già famoso ed apprezzato professionista che proveniva dalla scuola fiorentina di Lorenzo Ghiberti ed aveva già lavorato con artisti del calibro di Donatello.
Grazie alla sua mano la Chiesa riportava dei tratti basso-medievali non troppo marcati con influenze rinascimentali, quindi profili molto più semplici e lineari.

Il Convento come lo conosciamo oggi, nel XXI secolo, è diverso da come era stato concepito inizialmente, infatti terminati i lavori di costruzione si aggiungono tra il 1501 ed 1510 le due cappelle ai lati del portico d’ingresso, le quali andranno a contenere le bellissime pale di Giovanni della Robbia. Solo nel 1583 verrà costruita la cappella dedicata alla concezione di Maria, posta sul lato sinistro della Chiesa.
Per raggiungere la forma contemporanea della struttura dovranno trascorrere ancora più di duecento anni.
A fine XVII secolo inizierà il lungo e frazionato periodo di restauro che porterà la Chiesa ad evolversi internamente verso uno stile barocco, con la comparsa di decorazioni a stucco, il presbiterio in marmo, la sostituzione dell’altare quattrocentesco con l’attuale in gesso e stucco a ricche volute e due diversi campanili; entrambi le torri campanarie verranno erette sul lato destro della Chiesa, all’opposto del campanile originale sito sul lato sinistro. Il primo nel 1719 con la struttura a vela lascia il posto al secondo campanile, l’attuale, nel 1829.

Link per l’approfondimento:

Testi per l’approfondimento:

  • Carli Enzo, Volterra nel Medioevo e nel Rinascimento, Pisa 1978;
  • Lessi Franco Alessandro e Bavoni Umberto, Arte a Volterra, Pisa 1980.
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