Pittura

Come nella scultura anche nella pittura si presentano opere di diverso calibro e diversa provenienza.
Se d’impatto notiamo subito la differenza delle due opere di epoca rinascimentale “Madonna in trono e santi” e “l’Annunciazione” rispetto alle altre presenti all’interno della Chiesa di San Girolamo, appena andiamo a scavare più a fondo emerge la profonda differenza di provenienze geografiche dei diversi autori,sintomo inopinabile del ruolo centrale che ricoprì Volterra nei rapporti tra le due provincie nemiche di Siena e Firenze.


Madonna in Trono e santi. Risalente al 1460ca., commissionata da Cosimo de’ Medici a Domenico Michelino importante pittore di scuola fiorentina che assieme al Gozzoli riprendono i modelli dell’Angelico.
 
 
 
 
 
 


Annunciazione. Risalente al 1466, arrivata dal convento dell’Osservanza di Siena, realizzata da Benvenuto di Giovanni noto artista e miniaturista della scuola senese. Fino al 1599 conservata all’interno della Chiesa di San Girolamo oggi all’interno del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Volterra. 
 
 
 
 
 

La predella dell’Annunciazione, sempre opera di Benvenuto di Giovanni, è ancora oggi all’interno della Chiesa.


Oltre i due illustri pittori provenienti da Firenze e Siena nell’età rinascimentale, all’interno dei locali del San Girolamo si trova l’arte di altri pittori arrivati molto più tardi.L’Immacolata Concezione del 1578 commissionata dalla famiglia volterrana dei Riccobaldi del Bava al pittore fiorentino Santi di Tito. Il dipinto posto nella cappella dell’Immacolata, di scuola manierista, riprende un concetto classico del cristianesimo, ponendo la Madonna al disopra di Adamo ed eEva oltreché di tutti i peccatori. Sui lati appaiono San Nicola da Tolentino e Santa Barbara.
 
 
 
 
 
 


La Concezione, ultima in ordine temporale,realizzata nel 1757 da due artisti volterrani Pietro Forzoni e Luigi Lorenzi, ritrae l’immacolata fra i santi francescani in quegli anni dove vi fu particolare devozione per l’Ordine.
 
 
 
 
 
 

Testi per l’approfondimento:

  • Ciaranfi Anna Maria, Domenico di Michelino, Dedalo, 1926.