San Girolamo


SAN GIROLAMO
sacerdote e dottore della Chiesa

“… Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: “Scrutate le Scritture” (Gv 5, 39), e “Cercate e troverete” (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio” (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. …”

San Girolamo

San Girolamo, al secolo Sofronio Eusebio Girolamo, nacque il 340ca. a Stridone, ai confini con la Pannonia (Ungheria). I suoi genitori lo mandarono a completare gli studi a Roma dove fu battezzato da Papa Liberio all’età di 25 anni ca. . Nel 379 ordinato prete dal vescovo Paolino di Antiochia si recò a Costantinopoli, dove poté perfezionare lo studio del greco per riuscire in quella che sarà una delle sue opere maggiori, La Vulgata, cioè la prima traduzione in latino della Bibbia nella storia. Quest’ultima sarà adottata dalla chiesa come versione ufficiale. Nel 382 fu nominato segretario di papa Damaso I. In questi anni Girolamo continua la sua opera di traduzione con i Vangeli. Sul finire del 384ca. tornò in Oriente. Qui dal 390 si concentra sull’ultima sua opera durata ben 23 anni, la traduzione dell’Antico Testamento in ebraico. Morì a Betlemme nel 420ca. .
Il suo vasto sapere, i suoi commenti sulla Sacra Scrittura ed il vigore con il quale ha combattuto le eresie del suo tempo gli hanno meritato il titolo di dottore della Chiesa, nonché protettore dei traduttori e degli studiosi in genere.

“Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. Ho come maestro di questo procedimento Cicerone, che tradusse il Protagara di Platone, l’Economico di Senofonte e le due bellissime orazioni che Eschine e Demostene scrissero l’uno contro l’altro…”

San Girolamo

L’estrema costanza della sua osservanza, il suo spirito di riforma volto contro il degrado dei costumi degli ecclesiastici del tempo, quindi l’importanza di vivere una vita dell’esempio verso i propri fedeli sono tra le caratteristiche principali che fanno accostare alla figura di San Girolamo quella di San Francesco.

Nel 1409 la famiglia Guaschi fece collocare le reliquie del Santo in un altare creato appositamente all’interno della Cappella omonima di San Girolamo a Roma. Successivamente per la costruzione della cappella Sistina o del SS. Sacramento, Sisto V fece demolire la precedente dedicata a S. Girolamo, al cui altare quattrocentesco si veneravano i resti. Quest’ultimi rinvenuti nel 1747 furono collocati definitivamente all’altare del Papa. Una reliquia di San Girolamo è esposta oggi al S. Onofrio al Gianicolo a Roma ( Tratto dall’opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma» di Giovanni Sicari ).

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